
Nei tempi più remoti della storia dell'uomo, esisteva un'economia di mercato di tipo agricola: col
baratto ci si scambiavano i prodotti della terra con delle convenzioni sempre più studiate, come ad esempio considerare un bene come
valore di riferimento per gli scambi.
Più avanti negli anni, quando i mercati si aprirono verso gli altri regni, come valore di riferimento venne introdotto il
metallo-moneta.
Nel Medioevo, sul metallo-moneta veniva impresso lo stemma dell'autorità o del signore che le produceva e la moneta era tanto preziosa quanto preziose erano le ricchezze di quell'autorità o di quel signore che le produceva (oro e argento erano i più "gettonati").
L'economia agricola comunque è sopravvissuta fino al nostro secolo (i nostri nonni ci possono confermare che in parte venivano pagati in grano o altri prodotti della terra).
Ben presto i signori escogitarono una diavoleria per ottenere un vantaggio dall'emissione del metallo-moneta. La diavoleria consisteva nel dichiarare le monete di un peso superiore a quello effettivo: in questo modo il signore ci ricavava dalla differenza tra il
valore nominale di mercato della moneta (il valore della moneta accettato dalla comunità) e il
valore effettivo del metallo usato per quella moneta. Da qui il termine
"Signoraggio".
Questo sistema economico si evolse con la nascita di
luoghi di deposito del metallo-moneta (gli antenati delle banche) gestiti dagli
orafi-custodi (gli antenati dei banchieri) che compilavano delle
lettere di cambio (antenate delle banconote se non degli assegni) per consentire ai proprietari d'oro di circolare in maniera più comoda e senza rischio di furto.
Questo sistema durò (con tutte le sue notevoli evoluzioni) fino al
1694, quando nacque la
Banca d'Inghilterra che "trasformò" l'oro in carta.
Nel
1944, a
Bretton Woods, l'America disegnò assieme agli stati del mondo un nuovo sistema monetario internazionale:
tutte le monete del mondo erano convertibili nel dollaro e solo il dollaro era convertibile in oro.Si instituì anche il
Fondo Monetario Internazionale per venire in soccorso a quei paesi che non potevano sostenere la parità tra le monete.
Stati Uniti e Inghilterra avevano contribuito con l'80% dei versamenti per il FMI e di fatto controllavano le politiche economiche di tutti i paesi del mondo che ormai costituivano riserve per l'emissione di dollari. Uno dei condizionamenti più importanti fu l'obbligo per i paesi di adottare
politiche in linea con le teorie dell'economista britannico
Keynes che rendevano necessario un incremento della spesa pubblica da parte dello Stato in periodi di sotto-occupazione e capacità produttiva inutilizzata, per stimolare la domanda.
Il nuovo sistema economico internazionale si basava sul
Sistema Aureo (o Gold Standard), un po' come le lettere di cambio compilate dagli orafi-custodi:
la moneta in circolo era la rappresentazione dell'oro depositato da qualche parte, quindi una banca per prestare una banconota doveva possedere il corrispettivo in oro (i famosi
lingotti d'oro delle banche).
Dopo 10 anni dall'emissione della banconota, essa si poteva riscattare con l'oro in qualsiasi momento (la famosa dicitura "pagabili a vista al portatore", che era presente anche nella Lira ma non più nell'Euro).
Ciò significava un debito per la Banca Centrale Emittente e per questo il denaro prestato figurava come
importo al passivo nei bilanci della banca.
L'obbligo della copertura in oro venne abolito nel
1935.
Il
4 giugno 1963 il presidente USA
John Fitzgerald Kennedy firmò l'ordine esecutivo n°11110 che permetteva al governo statunitense di emettere moneta senza passare attraverso la Federal Reserve (la Banca Centrale Americana), per il potere conferito al Congresso dall'articolo I sez. 8 della Costituzione Americana.
La moneta del progetto di Kennedy era garantita dalle riserve federali di argento e in tutto si misero in circolazione banconote per 4,3 miliardi di dollari.
5 mesi dopo, il
22 novembre 1963, Kennedy morì assassinato da
Lee Oswald, un "fanatico" il cui proiettile è entrato nel guinnes dei primati nella categoria "Proiettili Intelligenti".
Oswald negò tutto e disse di essere un capro espiatorio, ma non ebbe il tempo di dimostrarlo in un regolare processo: il 24 novembre, mentre veniva trasferito dalla Centrale della polizia di Dallas alla prigione della contea,
venne ucciso da Jack Ruby, un altro "fanatico" stranamente collegato a potenti mafiosi e indagato per cospirazione dalla Commissione Warren d'inchiesta.
A "confermare" l'attendibilità della tesi ufficiale, 5 mesi dopo l'assassinio di Kennedy
l'ordine esecutivo n°11110 fu abolito dal neo presidente Lyndon Johnson e tutte le banconote emesse dal governo furono ritirate dal mercato al termine della loro vita fisica (e ora sono rarità da collezione).Nel
1971, l’Amministrazione
Nixon decise di abbandonare lo standard aureo e
sganciò definitivamente il dollaro dalla parità con l’oro facendo precipitare il dollaro. La svalutazione aiutò inizialmente a stimolare le esportazioni ma rese anche più costoso l'acquisto di beni vitali (celebre la battuta infelice del segretario al Tesoro USA
John Connally “Il dollaro è la nostra moneta ma è il vostro problema”). In pratica Nixon indusse alla recessione per ridurre l'inflazione, per poi cambiare rotta con una politica di espansione monetaria senza controllo ai salari e ai prezzi: di conseguenza l'inflazione riprese la sua spirale ascendente, ma il sistema aureo di Bretton Woods rimase ormai sepolto.
Il
7 febbraio 1992 viene firmato il
Trattato di Maastricht per arrivare alla moneta unica in in 12 paesi d'Europa. Il Trattato permette agli stati di coniare solo monete metalliche mentre solo la
Banca Centrale Europea (con sede a Francoforte) può stampare le banconote che poi sono distribuite dalle Banche Centrali degli stati membri (per noi Bankitalia).
Il
1 gennaio 2002, l'euro diventa moneta corrente per oltre 300 milioni di europei.
Due cose inspiegabili:
- Le banche, nonostante l'oro non serva più a giustificare la valuta che esse emettono, non hanno restituito il deposito d'oro ai cittadini (o allo stato), nonostante essi ne erano gli effettivi proprietari possedendo le banconote (che erano la rappresentazione di quell'oro).
- Le Banche Centrali, nei propri bilanci, continuano a scrivere al passivo la valuta che emettono pur non avendo più debiti al portatore della banconota.
C'è da dire però che i depositi d'oro sono per le banche l'unica scialuppa di salvataggio per un sistema sempre soggetto a crisi di mercato. Infatti meno è la fiducia nel mercato, più sale il prezzo dell'oro: negli ultimi anni, l'oro è salito vertiginosamente dai 35 $ l'oncia del 1931 ai
750$ l'oncia attuali (e continua a salire).
Per quanto riguarda i bilanci al passivo, se si mettono 10€ nel passivo di un'azienda, ma ciò non è veritiero, si commette un
falso in bilancio perché si crea un
nero corrispondente: quei 10€ figurano come debito dell'azienda ma, visto che il debito in realtà non esiste, si generano 10€ in più in nero, quindi esentasse!
La BCE nei suoi bilanci continua a riportare le banconote stampate al passivo (come fino al 1971), come se fossero cambiali da onorare con qualche corrispettivo che invece non c'è! Ma un debito non si può prestare a qualcuno (neanche a uno Stato), quindi o è sbagliato mettere le banconote al passivo nei bilanci oppure le banconote non dovrebbero essere di proprietà della BCE e non potrebbe disporne come tale.
Ma nè l'una nè l'altra ipotesi risultano essere applicate al sistema. E' un dubbio che rimane.
Vediamo ad esso di fare un ragionamento più ampio...
Una Banca Nazionale, in termini giuridici, dovrebbe essere un
ente pubblico che appartiene alla comunità che
immette valuta in nome e per conto del popolo di quello Stato, lo consegna al Ministero del Tesoro, il quale poi lo distribuisce a pioggia agli enti comuni e all'amministrazione statale, nel pieno rispetto della
sovranità monetaria nazionale di un paese.
Invece ormai la Banca Nazionale si chiama
Banca Centrale è giuridicamente un istituto pubblico ma
le quote di partecipazione al suo capitale (l'equivalente del pacchetto azionario degli istituti privati)
non sono di proprietà pubblica ma soprattutto di proprietà di banche private (vedi quote di partecipazione della Banca d'Italia).
Secondo lo statuto di Bankitalia, il 40% degli utili vanno ripartiti tra i detentori delle quote, mentre il 60% va all'erario (le casse dello Stato).
Inoltre
la Banca Centrale stampa denaro in nome proprio (non in nome del popolo di una nazione) e le "presta" al Ministero del Tesoro, chiedendo in cambio il controvalore in
BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) e
CCT (Certificati di Credito del Tesoro).
Come se non bastasse, la Banca Centrale chiede allo Stato anche un
tasso di interesse su questo prestito, che viene scaricato (con le tasse) sulle spalle dei contribuenti, cioè noi.
Il
debito pubblico di cui sentiamo sempre parlare perciò è soprattutto
il debito che uno Stato ha con la Banca Centrale (nel nostro caso Bankitalia).
Il debito pubblico, infatti, non è altro che la somma del
disavanzo passivo di un paese (cioè più spese che entrate) e dei
relativi interessi.
Il debito italiano ammonta (al 2008 dai dati della Banca d'Italia) a
1.650 miliardi di euro (qualcosa che si scrive così: 1.650.000.000.000€). Esso corrisponde al 103% del PIL, in aumento dal 2005 per la prima volta da 12 anni (e nel 2005 c'era il sig. Berlusconi al governo... non è sempre un caso).
Le prospettive di un rientro del debito entro livelli prossimi a quelli della media europea (il rapporto debito/PIL di Francia e Germania è di circa il 60%) appaiono quindi molto difficili nel breve/medio periodo.
Perché succede tutto questo? Perché l'Italia, attraverso la sua classe politica mediocre ha perso il controllo sull'economia nazionale, e non riesce più a contenere il debito.
Purtroppo questo controllo l'hanno perso anche gli Stati Uniti e adesso il debito americano è diventato così gigantesco che tutto il mondo deve pagarlo! E il debito americano, da solo, è superiore a tutti i debiti degli altri paesi messi assieme; una cifra astronomica:
10.524 miliardi di dollari (qualcosa che si scrive così: 10.524.000.000.000$).
La situazione ci riporta col pensiero alla
grande crisi economica del 1929, quando il
crollo di Wall Street fece sì che i soldi dei risparmiatori diventassero “virtuali” grazie a quel meccanismo della
riserva frazionaria, per cui le banche possono prestare denaro garantendo solo il 2%.
Tutto si basa sul principio della
riserva obbligatoria, per cui se la banca possiede beni per il 2% può prestare il rimanente 98%. Il meccanismo è il seguente:
Si depositano ad esempio
1.000€ presso una Banca locale. Essa è obbligata a versarne
20 (il 2%), a garanzia del deposito, nel suo conto presso la Banca Centrale. Così la Banca locale può prestare i rimanenti
980€:
quei 20€ sono la riserva obbligatoria di 1.000€ per poter prestare 980€. Quando la Banca locale concede un prestito al cliente (che sia persona fisica o impresa o ente pubblico) attinge quindi ai soldi dei conti correnti, dunque i
980€ prestati la banca non li ha più (fin quando non verranno restituiti con gli interessi). Dunque, se il titolare del proprio conto corrente volesse i soldi indietro, riceverebbe picche! Se una banca gestisce male i suoi depositi (con prestiti e investimenti), fallisce perché non può più restituire i capitali ai propri correntisti (esempi noti sono il crollo di Wall Street del '29 e la bancarotta della Lehman Brothers del 2008).
Prima o poi il prestito di 980€ verrà depositato nuovamente in un'altra banca locale (che può anche essere la stessa di prima). Quella banca deposita
19,60€ (il 2% di 980), sempre a garanzia del deposito, nel suo conto presso la Banca Centrale: così può prestare
960,40€. E così via fin quando degli originari 1.000€ non rimane più nulla.
Partendo da 1.000€ dividendo per il 2% (0,02) si ottiene che il sistema bancario può prestare fino a
50.000€, "creando"
49.000€ dal nulla grazie alla moltiplicazione dei depositi.
Chiaramente, se tutti i correntisti andassero a richiedere contemporaneamente i loro soldi, farebbero fallire tutte le banche!
E' importante capire anche il meccanismo infernale degli interessi:
se l'unica valuta che circola è quella della Banca Centrale emittente, con quale valuta si pagano gli interessi a una Banca Centrale se tutta la valuta è quella della banca??
Un esempio per capire: la Banca Centrale presta 100€ al sig. Rossi. Quando il sig. Rossi comincia a spendere il prestito,
la massa monetaria nel paese aumenta della somma che il sig. Rossi spende (perché quei soldi non c'erano prima). Il sig. Rossi con gli interessi deve restituire 104€.
Quando il sig. Rossi restituisce il debito alla banca,
la massa monetaria nel paese si riduce della somma che il sig. Rossi restituisce. Non si riduce però della somma degli interessi! Perchè??
Perchè la banca crea il denaro per i prestiti ma non per gli interessi! Allora il sig. Rossi può restituire gli interessi alla banca solo se nel sistema economico qualcun'altro si indebita.
Infatti, se tutta la moneta emessa è della Banca Centrale sottoforma di prestito, vuol dire che per pagare gli interessi del sig. Rossi A MONTE si deve richiedere un ulteriore prestito alla banca. Per questo il debito pubblico di ogni paese è inestinguibile, cresce sempre di più e pesa sempre di più sui cittadini e questa è una cosa che sapevano già gli antichi: se la Madonna avesse preso in prestito 1 penny il giorno della nascita di Gesù (anno 0), al tasso di interesse del 4% all'anno, nel 2000 avrebbe dovuto restituire
9.900 palle d'oro del peso della Terra!Gli antichi lo sapevano e ogni 25/50 anni facevano l'Anno Giubilare che comportava, tra le altre cose, la remissione del debito (l'allegoria del Padre Nostro
"..rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori.." deriva da questa tradizione).
Questo è il sistema economico occidentale: un sistema che garantisce il libero mercato ma che deve essere costantemente controllato con regole e garanzie e gestito da gente senza conflitti di interessi che mettono in primo piano la tutela del sistema e gli interessi del popolo.
Per quanto riguarda il signoraggio, si tratta di una conseguenza prevista dal sistema di creazione monetaria in condizioni di monopolio, anche se è comunque legato al concetto originario dei signori del medioevo.
Nel
2005 la BCE ha emesso
45.216.783.810€. Il costo della carta e della stampa di una banconota varia dai
0,03 ai 0,20 €. Considerando (per assurdo) che la BCE abbia stampato questo denaro in sole banconote da 20€, tali banconote emesse sarebbero state 2.260.839.190 che moltiplicate per il costo di 0,20€ fa
452.761.838€!
Sottraendo queste spese, l'introito della BCE
solo nel 2005 è stato 45.216.783.810 - 452.761.838 = 44.764.021.972!!
44 MILIARDI DI EURO DI SIGNORAGGIO
ripartiti, in base alle quote, tra le Banche Centrali di ogni stato che a sua volta ripartiscono il proprio utile in base alle quote dei suoi partecipanti (nel caso di Bankitalia, come detto in precedenza, il 40% ai detentori delle quote e il 60% all'erario).
Margrit Kennedy, in uno studio pubblicato per
Herman Institute, afferma che ogni prezzo che noi paghiamo per usufruire di un bene o di un servizio, include un certo interesse per le Banche Centrali.
L'esatta proporzione varia a seconda del rapporto lavoro/capitale presente nel bene o nel servizio che acquistiamo: dal 12% per la raccolta dei rifiuti, al 30% dell'acqua potabile, al 77% per l'edilizia pubblica. In media paghiamo il
50% di interesse per i beni o i servizi di cui usufruiamo.
Nel Medioevo si pagava 1/10 degli introiti o dei beni prodotti al signore o alla Chiesa (la famosa "decima"), adesso paghiamo 5 volte in più!Il neo presidente degli Stati Uniti
Barak Obama ha una responsabilità enorme.
Quando si porrà il problema della distribuzione delle risorse energetiche, Obama sarà capace di dire agli americani che il loro tenore di vita dev'essere messo in discussione?? Sarà capace di non fare la guerra per appropriarsi delle risorse energetiche, esattamente come ha fatto Bush??
Noi auguriamoci di SI, ma le lobby americane (molte legate alla
massoneria) faranno un'enorme pressione su Obama per continuare certe guerre strategiche e non farsi soffiare da un altro paese (la Cina su tutti) la leadership mondiale.
In conclusione, cito una celebre frase del 3° presidente degli Stati Uniti Thomas Jefferson:
"Se gli americani permetteranno alle banche di controllare l'emissione della moneta da essi usata, sia con l'inflazione che con la deflazione, le banche e le corporations che prosperano intorno ad esse esproprieranno la gente a tal punto che i nostri figli si sveglieranno un giorno nullatenenti sul continente occupato dai nostri padri.
Il potere di emettere moneta dovrebbe essere tolto alle banche e restituito alla gente a cui appartiene.
Sinceramente credo che le istituzioni bancarie che hanno il potere sulla moneta siano più pericolose per la libertà degli eserciti permanenti."
(Thomas Jefferson, 1743-1826)
Da cittadini possiamo fare in modo da non permettere ciò solo mandando al potere una classe politica capace di rappresentarci degnamente!