Loading...

08 giugno 2009

Europee 2009


LEGA NORD 10,2% (8,3% politiche 2008)
LA DESTRA/Mpa/Pensionati 2,2% (2,4% politiche 2008)
POPOLO DELLA LIBERTA' 35,3% (37,3% politiche 2008)

UDC 6,5% (5,6% politiche 2008)

ITALIA DEI VALORI 8,0% (4,3% politiche 2008)
PARTITO DEMOCRATICO 26,1% (33,1% politiche 2008)

RIF.COM./PDCI 3,4%
SINISTRA e LIBERTA' 3,1%
(3,0% politiche 2008 Sinistra Arcobaleno)

LISTA BONINO/PANNELLA 2,4% (2,4% politiche 2008)

Il PdL perde il 2% che si sposta alla Lega (che guadagna lo 0,9%) e in minima parte (0,1%) all'UDC;

Il PD perde il 7% che si sposta col 3,63% all'Italia dei Valori (che arriva all'8%) e col 3,37% alla Sinistra (che, ragionando complessivamente, recupera più di 3 punti rispetto alla Sinistra Arcobaleno del 2008);

L'UDC guadagna lo 0,9% dal PdL (0,1) e da altri partitini minori di destra (0,8), raggiungendo complessivamente il 6,5%);

I Radicali si confermano al 2,4%.

La Destra della Santanchè perde lo 0,2%.

---------------------------------

Era prevedibile che il PD perdesse dei punti a causa dei suoi problemi interni, il cambio di leader in corsa e l'incapacità di fare opposizione in parlamento. Il risultato ottenuto però non è disastroso, anzi è più del previsto. Il dato sconfortante è che le uniche regioni rimaste al PD sono Santa Toscana e Santa Emilia Romagna!
Raddoppia il consenso Italia dei Valori che si presenterà alle prossime politiche con ambizioni da 10%, quindi da grande interlocutore per il centro-sinistra.
Raddoppia anche la Sinistra (complessivamente), con l'augurio che Padre Pio interceda per farli andare uniti sotto lo stesso simbolo (a queste europee, uniti avrebbero preso qualche seggio arrivando al 6,5 come l'UDC...addirittura al 9% se uniti anche con i Radicali!!!). Dunque anche la Sinistra, dopo la batosta del 2008, potrebbe puntare a un 10% per le prossime politiche (sempre se Padre Pio vuole, eh?) e iniziare quindi un importante dialogo col PD.
L'unica speranza di un'alternativa alla destra sembra essere sempre di più un unico partito socialdemocratico (VERO) serio e deciso (possibilmente senza centristi e teodem, o cmq che non rompano le balle).

I sondaggi di Berlusconi si confermano nuovamente delle balle (gli unici giusti sono stati quelli del 2008) e dal 46% annunciato, il PdL si ritrova al 35%, perdendo 2 punti rispetto al 2008 in favore della Lega che vola al 10% (mortacci loro!!).
L'UDC guadagna 1 punto.
Fossi in Berlusconi, comincerei a "grattarmi la pera" (come ama dire lui)...

In conclusione, l'Italia porta il seguente numero di parlamentari in un'Europa molto "destrorsa":
29 PDL
22 PD
8 LEGA
7 IdV
5 UDC

Pensavo peggio... ; )

06 giugno 2009

Il Piccolo Saggio

Stamattina, sul quotidiano La Repubblica, l'illustre direttore storico Eugenio Scalfari ha pubblicato un editoriale molto interessante dal titolo "Le anime belle di fronte alle urne", che vi invito a leggere prima di continuare col mio post.

Recentemente, alla Fiera del Libro di Torino, ho potuto godere delle conferenze del sig. Scalfari e per essere ancora più chiaro, vi dirò che gli ho chiesto anche l'autografo. Quindi mi sembra di aver ben evidenziato la mia stima per il sig. Scalfari, grande giornalista, grande direttore e grande protagonista (se non promotore) di battaglie che hanno portato alle leggi sul divorzio e sull'aborto.

Questo perché da un lato vi invito caldamente a leggere e comprendere quello che Scalfari ha scritto e a diffonderlo tra i giovani, dall'altro perché ho un sassolino da togliermi riguardo una frase di Scalfari che non sono riuscito a mandare giù e volevo che fosse chiaro che il mio non è un attacco a Scalfari.

Nell'editoriale, Scalfari, con la maestria e l'autorevolezza che lo contraddistinguono da sempre, ha fatto un excursus sul rapporto dell'elettorato italiano con le urne e ha descritto le caratteristiche del moderno elettore medio. Ha poi bacchettato gli amanti dell'individualismo che porta inevitabilmente al frazionamento dei partiti andando contro la sovranità popolare (rappresentando di volta in volta solo una minoranza). La sinistra su questo è regina.
Poi però, c'è una frase... "quella" frase:

"La ricerca del meglio porta inevitabilmente alla polverizzazione del voto, al moltiplicarsi dei simboli e di fatto alla rinuncia della sovranità popolare"

Ora, il dott. Scalfari è un vecchio saggio ma io sono un bimbo impetuoso! I vecchi saggi da giovani hanno fatto le loro battaglie (e lui ne ha fatte tante): alcune le hanno vinte, altre le hanno perse. Quando si raggiungono degli obbiettivi importanti è anche più facile maturare le sconfitte e accontentarsi di quello che si è riusciti a fare. E i vecchi saggi, in linea con questo concetto, fanno di ciò che hanno raggiunto il loro palmarès, mentre ciò che non hanno raggiunto dicono che era irraggiungibile e così andrà sempre, non ci possiamo fare nulla.
Ma il giovane NON PUO' e NON DEVE essere saggio ma ambizioso, esigente, speranzoso e lucidamente folle da voler cambiare il mondo! Solo così riuscirà a cambiare anche solo un pochino qualcosa e a raggiungere qualche misero obbiettivo... mentre le sconfitte le analizzerà poi saggiamente, quando sarà per l'appunto un vecchio saggio.
Se il giovane fa il "Piccolo Saggio", in futuro sarà un vecchio insoddisfatto perché non avrà tentanto di cambiare nulla!
Quindi sono d'accordo che le persone politicamente mature raccolgano i consensi attorno alla forza politica che rappresenti il "meno peggio".. ma i giovani NO! Per noi giovani è sacrosanto ricercare il meglio e far capire a quegli schieramenti "meno peggio" che ci devono ascoltare, perché siamo noi le future classi dirigenti e le future classi dipendenti. Se ci omologhiamo ai saggi, magari raggiungeremo la sovranità popolare ma smetteremo di dare voce a quelli che sono i NOSTRI problemi, le NOSTRE esigenze e i NOSTRI progetti!

Il mio docente di Logica Matematica, prof. Piergiorgio Odifreddi, una volta in aula ci disse (non so se citando qualcuno o meno): "Il ragazzo si affaccia alla finestra, il mondo non gli piace e vuole cambiare il mondo. Poi diventa uomo, si affaccia alla finestra e il mondo non gli piace ancora, allora vuole cambiare se stesso. Poi diventa vecchio e saggio, si affaccia alla finestra, il mondo non gli piace... e va bene così".
Questo è il ciclo "naturale": facciamogli fare il suo corso. Lasciate fare ai giovani quello che voi vecchi avete fatto da giovani.. in fondo il giovane "per cambiare il mondo" chiede esattamente agli uomini di "cambiare loro stessi" e ai vecchi saggi di stare tranquilli a pensare che "vada bene così"! :D

Il Brontolo "critico"

29 aprile 2009

La Bella e la Bestia, ovvero l'Europa e il "Ciarpame"

È una storia sai
Vera più che mai
Solo amici e poi
Uno dice noi
Tutto cambia già.

È una realtà
Che spaventa un po'
Una poesia
Piena di perché

E di verità.

Quando sembra che
Non succeda più
Ti riporta via
Come la marea
La felicità..


Se alla fine la Bestia diventasse un bel principe, sarebbe una bella favola.. proprio come quella della Disney! Purtroppo invece succede che un'altra Bella diventa una Bestia!!

Siamo ormai prossimi alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo e il nostro caro Silvio, come di consueto, ce la sta mettendo tutta per tirare fuori il peggio di sè per dimostrare che, nonostante l'età avanzata, non è migliorato: quindi i suoi fedeli elettori si possono ancora fidare di lui!
La perla migliore è stata la dichiarazione della sua idea di abolire le preferenze anche per le elezioni europee:

"Voglio che in Europa ci vada gente altamente qualificata e che in tutte le ventitrè Commissioni ci siano professionisti di ciascuna materia. Solo scegliendo noi chi va in lista saremo sicuri di avere una rappresentanza capace di difendere gli interessi italiani".

In pratica, una singolare implicita ammissione di quanto gli italiani non siano capaci di scegliere le persone da mandare al potere!

Ora, con perfetto iter scientifico, la dimostrazione di ciò che aveva dichiarato non si è fatta attendere: facendo decidere le preferenze agli italiani, infatti, si rischia di ritrovarsi in parlamento europeo dei grandi incompetenti e incapaci quali ingegneri, architetti, informatici ecc..
Ma facendo decidere lui, ecco che visibilmente il livello del portafoglio delle competenze si impenna subito con vallette, troniste di Uomini e Donne e concorrenti del Grande Fratello che sono certamente delle cittadine italiane al pari delle altre, possono pure avere delle lauree (al 99% in Scienze dell'Acqua bollita), ma hanno già ampiamente dimostrato che ciò che le interessa è il successo e la carriera personale. O, per dirla garbata, magari sono al pari di quelle poche cittadine italiane che non rappresentano tutte le altre...
La necessità di farle fare un corso accelerato di politica non è che la dimostrazione, come se ce ne fosse bisogno, di come non sono state scelte per le capacità dimostrate in ambito politico, ma al contrario devono essere ancora indottrinate (principalmente su come eludere le domande con risposte vaghe e incomprensibili).
Insomma, privare l'elettore della preferenza per portare "lustrini e paillettes" anche in europa e tentare di ricreare anche lì la favola di quel mondo incantato della televisione, dove tutti sono belli e simpatici e la signora Concetta li va a votare felice e contenta (magari con un sms al 48239, per una riforma ancora più "ggiovane").

Veronica Lario, la moglie di Berlusconi, parla di "Ciarpame senza pudore per il potere" (fonte: la Repubblica).
Silvio dirà di lei che è una "cogliona di sinistra"?? Beh può essere, visto che i coglioni vanno sempre a coppia...

13 febbraio 2009

Il Signor Signoraggio

fonti: La Grande Truffa (F. Munerotto); €uroschiavi (A. Miclavez, M. Della Luna); convegno di Giulietto Chiesa "Da Bush a Berlusconi: quei bravi ragazzi..."; redazionali di Eugenio Benetazzo; Wikipedia.

Nei tempi più remoti della storia dell'uomo, esisteva un'economia di mercato di tipo agricola: col baratto ci si scambiavano i prodotti della terra con delle convenzioni sempre più studiate, come ad esempio considerare un bene come valore di riferimento per gli scambi.

Più avanti negli anni, quando i mercati si aprirono verso gli altri regni, come valore di riferimento venne introdotto il metallo-moneta.
Nel Medioevo, sul metallo-moneta veniva impresso lo stemma dell'autorità o del signore che le produceva e la moneta era tanto preziosa quanto preziose erano le ricchezze di quell'autorità o di quel signore che le produceva (oro e argento erano i più "gettonati").
L'economia agricola comunque è sopravvissuta fino al nostro secolo (i nostri nonni ci possono confermare che in parte venivano pagati in grano o altri prodotti della terra).
Ben presto i signori escogitarono una diavoleria per ottenere un vantaggio dall'emissione del metallo-moneta. La diavoleria consisteva nel dichiarare le monete di un peso superiore a quello effettivo: in questo modo il signore ci ricavava dalla differenza tra il valore nominale di mercato della moneta (il valore della moneta accettato dalla comunità) e il valore effettivo del metallo usato per quella moneta. Da qui il termine "Signoraggio".
Questo sistema economico si evolse con la nascita di luoghi di deposito del metallo-moneta (gli antenati delle banche) gestiti dagli orafi-custodi (gli antenati dei banchieri) che compilavano delle lettere di cambio (antenate delle banconote se non degli assegni) per consentire ai proprietari d'oro di circolare in maniera più comoda e senza rischio di furto.
Questo sistema durò (con tutte le sue notevoli evoluzioni) fino al 1694, quando nacque la Banca d'Inghilterra che "trasformò" l'oro in carta.

Nel 1944, a Bretton Woods, l'America disegnò assieme agli stati del mondo un nuovo sistema monetario internazionale: tutte le monete del mondo erano convertibili nel dollaro e solo il dollaro era convertibile in oro.
Si instituì anche il Fondo Monetario Internazionale per venire in soccorso a quei paesi che non potevano sostenere la parità tra le monete.
Stati Uniti e Inghilterra avevano contribuito con l'80% dei versamenti per il FMI e di fatto controllavano le politiche economiche di tutti i paesi del mondo che ormai costituivano riserve per l'emissione di dollari. Uno dei condizionamenti più importanti fu l'obbligo per i paesi di adottare politiche in linea con le teorie dell'economista britannico Keynes che rendevano necessario un incremento della spesa pubblica da parte dello Stato in periodi di sotto-occupazione e capacità produttiva inutilizzata, per stimolare la domanda.

Il nuovo sistema economico internazionale si basava sul Sistema Aureo (o Gold Standard), un po' come le lettere di cambio compilate dagli orafi-custodi: la moneta in circolo era la rappresentazione dell'oro depositato da qualche parte, quindi una banca per prestare una banconota doveva possedere il corrispettivo in oro (i famosi lingotti d'oro delle banche).
Dopo 10 anni dall'emissione della banconota, essa si poteva riscattare con l'oro in qualsiasi momento (la famosa dicitura "pagabili a vista al portatore", che era presente anche nella Lira ma non più nell'Euro).
Ciò significava un debito per la Banca Centrale Emittente e per questo il denaro prestato figurava come importo al passivo nei bilanci della banca.
L'obbligo della copertura in oro venne abolito nel 1935.
Il 4 giugno 1963 il presidente USA John Fitzgerald Kennedy firmò l'ordine esecutivo n°11110 che permetteva al governo statunitense di emettere moneta senza passare attraverso la Federal Reserve (la Banca Centrale Americana), per il potere conferito al Congresso dall'articolo I sez. 8 della Costituzione Americana.
La moneta del progetto di Kennedy era garantita dalle riserve federali di argento e in tutto si misero in circolazione banconote per 4,3 miliardi di dollari.
5 mesi dopo, il 22 novembre 1963, Kennedy morì assassinato da Lee Oswald, un "fanatico" il cui proiettile è entrato nel guinnes dei primati nella categoria "Proiettili Intelligenti".
Oswald negò tutto e disse di essere un capro espiatorio, ma non ebbe il tempo di dimostrarlo in un regolare processo: il 24 novembre, mentre veniva trasferito dalla Centrale della polizia di Dallas alla prigione della contea, venne ucciso da Jack Ruby, un altro "fanatico" stranamente collegato a potenti mafiosi e indagato per cospirazione dalla Commissione Warren d'inchiesta.
A "confermare" l'attendibilità della tesi ufficiale, 5 mesi dopo l'assassinio di Kennedy l'ordine esecutivo n°11110 fu abolito dal neo presidente Lyndon Johnson e tutte le banconote emesse dal governo furono ritirate dal mercato al termine della loro vita fisica (e ora sono rarità da collezione).
Nel 1971, l’Amministrazione Nixon decise di abbandonare lo standard aureo e sganciò definitivamente il dollaro dalla parità con l’oro facendo precipitare il dollaro. La svalutazione aiutò inizialmente a stimolare le esportazioni ma rese anche più costoso l'acquisto di beni vitali (celebre la battuta infelice del segretario al Tesoro USA John Connally “Il dollaro è la nostra moneta ma è il vostro problema”). In pratica Nixon indusse alla recessione per ridurre l'inflazione, per poi cambiare rotta con una politica di espansione monetaria senza controllo ai salari e ai prezzi: di conseguenza l'inflazione riprese la sua spirale ascendente, ma il sistema aureo di Bretton Woods rimase ormai sepolto.

Il 7 febbraio 1992 viene firmato il Trattato di Maastricht per arrivare alla moneta unica in in 12 paesi d'Europa. Il Trattato permette agli stati di coniare solo monete metalliche mentre solo la Banca Centrale Europea (con sede a Francoforte) può stampare le banconote che poi sono distribuite dalle Banche Centrali degli stati membri (per noi Bankitalia).
Il 1 gennaio 2002, l'euro diventa moneta corrente per oltre 300 milioni di europei.

Due cose inspiegabili:
  1. Le banche, nonostante l'oro non serva più a giustificare la valuta che esse emettono, non hanno restituito il deposito d'oro ai cittadini (o allo stato), nonostante essi ne erano gli effettivi proprietari possedendo le banconote (che erano la rappresentazione di quell'oro).
  2. Le Banche Centrali, nei propri bilanci, continuano a scrivere al passivo la valuta che emettono pur non avendo più debiti al portatore della banconota.
C'è da dire però che i depositi d'oro sono per le banche l'unica scialuppa di salvataggio per un sistema sempre soggetto a crisi di mercato. Infatti meno è la fiducia nel mercato, più sale il prezzo dell'oro: negli ultimi anni, l'oro è salito vertiginosamente dai 35 $ l'oncia del 1931 ai 750$ l'oncia attuali (e continua a salire).

Per quanto riguarda i bilanci al passivo, se si mettono 10€ nel passivo di un'azienda, ma ciò non è veritiero, si commette un falso in bilancio perché si crea un nero corrispondente: quei 10€ figurano come debito dell'azienda ma, visto che il debito in realtà non esiste, si generano 10€ in più in nero, quindi esentasse!
La BCE nei suoi bilanci continua a riportare le banconote stampate al passivo (come fino al 1971), come se fossero cambiali da onorare con qualche corrispettivo che invece non c'è! Ma un debito non si può prestare a qualcuno (neanche a uno Stato), quindi o è sbagliato mettere le banconote al passivo nei bilanci oppure le banconote non dovrebbero essere di proprietà della BCE e non potrebbe disporne come tale.
Ma nè l'una nè l'altra ipotesi risultano essere applicate al sistema. E' un dubbio che rimane.
Vediamo ad esso di fare un ragionamento più ampio...

Una Banca Nazionale, in termini giuridici, dovrebbe essere un ente pubblico che appartiene alla comunità che immette valuta in nome e per conto del popolo di quello Stato, lo consegna al Ministero del Tesoro, il quale poi lo distribuisce a pioggia agli enti comuni e all'amministrazione statale, nel pieno rispetto della sovranità monetaria nazionale di un paese.

Invece ormai la Banca Nazionale si chiama Banca Centrale è giuridicamente un istituto pubblico ma le quote di partecipazione al suo capitale (l'equivalente del pacchetto azionario degli istituti privati) non sono di proprietà pubblica ma soprattutto di proprietà di banche private (vedi quote di partecipazione della Banca d'Italia).
Secondo lo statuto di Bankitalia, il 40% degli utili vanno ripartiti tra i detentori delle quote, mentre il 60% va all'erario (le casse dello Stato).
Inoltre la Banca Centrale stampa denaro in nome proprio (non in nome del popolo di una nazione) e le "presta" al Ministero del Tesoro, chiedendo in cambio il controvalore in BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) e CCT (Certificati di Credito del Tesoro).
Come se non bastasse, la Banca Centrale chiede allo Stato anche un tasso di interesse su questo prestito, che viene scaricato (con le tasse) sulle spalle dei contribuenti, cioè noi.

Il debito pubblico di cui sentiamo sempre parlare perciò è soprattutto il debito che uno Stato ha con la Banca Centrale (nel nostro caso Bankitalia).
Il debito pubblico, infatti, non è altro che la somma del disavanzo passivo di un paese (cioè più spese che entrate) e dei relativi interessi.
Il debito italiano ammonta (al 2008 dai dati della Banca d'Italia) a 1.650 miliardi di euro (qualcosa che si scrive così: 1.650.000.000.000€). Esso corrisponde al 103% del PIL, in aumento dal 2005 per la prima volta da 12 anni (e nel 2005 c'era il sig. Berlusconi al governo... non è sempre un caso).
Le prospettive di un rientro del debito entro livelli prossimi a quelli della media europea (il rapporto debito/PIL di Francia e Germania è di circa il 60%) appaiono quindi molto difficili nel breve/medio periodo.

Perché succede tutto questo? Perché l'Italia, attraverso la sua classe politica mediocre ha perso il controllo sull'economia nazionale, e non riesce più a contenere il debito.
Purtroppo questo controllo l'hanno perso anche gli Stati Uniti e adesso il debito americano è diventato così gigantesco che tutto il mondo deve pagarlo! E il debito americano, da solo, è superiore a tutti i debiti degli altri paesi messi assieme; una cifra astronomica: 10.524 miliardi di dollari (qualcosa che si scrive così: 10.524.000.000.000$).

La situazione ci riporta col pensiero alla grande crisi economica del 1929, quando il crollo di Wall Street fece sì che i soldi dei risparmiatori diventassero “virtuali” grazie a quel meccanismo della riserva frazionaria, per cui le banche possono prestare denaro garantendo solo il 2%.
Tutto si basa sul principio della riserva obbligatoria, per cui se la banca possiede beni per il 2% può prestare il rimanente 98%. Il meccanismo è il seguente:
Si depositano ad esempio 1.000€ presso una Banca locale. Essa è obbligata a versarne 20 (il 2%), a garanzia del deposito, nel suo conto presso la Banca Centrale. Così la Banca locale può prestare i rimanenti 980€: quei 20€ sono la riserva obbligatoria di 1.000€ per poter prestare 980€.
Quando la Banca locale concede un prestito al cliente (che sia persona fisica o impresa o ente pubblico) attinge quindi ai soldi dei conti correnti, dunque i 980€ prestati la banca non li ha più (fin quando non verranno restituiti con gli interessi). Dunque, se il titolare del proprio conto corrente volesse i soldi indietro, riceverebbe picche! Se una banca gestisce male i suoi depositi (con prestiti e investimenti), fallisce perché non può più restituire i capitali ai propri correntisti (esempi noti sono il crollo di Wall Street del '29 e la bancarotta della Lehman Brothers del 2008).
Prima o poi il prestito di 980€ verrà depositato nuovamente in un'altra banca locale (che può anche essere la stessa di prima). Quella banca deposita 19,60€ (il 2% di 980), sempre a garanzia del deposito, nel suo conto presso la Banca Centrale: così può prestare 960,40€. E così via fin quando degli originari 1.000€ non rimane più nulla.
Partendo da 1.000€ dividendo per il 2% (0,02) si ottiene che il sistema bancario può prestare fino a 50.000€, "creando" 49.000€ dal nulla grazie alla moltiplicazione dei depositi.
Chiaramente, se tutti i correntisti andassero a richiedere contemporaneamente i loro soldi, farebbero fallire tutte le banche!

E' importante capire anche il meccanismo infernale degli interessi:
se l'unica valuta che circola è quella della Banca Centrale emittente, con quale valuta si pagano gli interessi a una Banca Centrale se tutta la valuta è quella della banca??
Un esempio per capire: la Banca Centrale presta 100€ al sig. Rossi. Quando il sig. Rossi comincia a spendere il prestito, la massa monetaria nel paese aumenta della somma che il sig. Rossi spende (perché quei soldi non c'erano prima). Il sig. Rossi con gli interessi deve restituire 104€.
Quando il sig. Rossi restituisce il debito alla banca, la massa monetaria nel paese si riduce della somma che il sig. Rossi restituisce. Non si riduce però della somma degli interessi! Perchè??
Perchè la banca crea il denaro per i prestiti ma non per gli interessi! Allora il sig. Rossi può restituire gli interessi alla banca solo se nel sistema economico qualcun'altro si indebita.
Infatti, se tutta la moneta emessa è della Banca Centrale sottoforma di prestito, vuol dire che per pagare gli interessi del sig. Rossi A MONTE si deve richiedere un ulteriore prestito alla banca. Per questo il debito pubblico di ogni paese è inestinguibile, cresce sempre di più e pesa sempre di più sui cittadini e questa è una cosa che sapevano già gli antichi: se la Madonna avesse preso in prestito 1 penny il giorno della nascita di Gesù (anno 0), al tasso di interesse del 4% all'anno, nel 2000 avrebbe dovuto restituire 9.900 palle d'oro del peso della Terra!
Gli antichi lo sapevano e ogni 25/50 anni facevano l'Anno Giubilare che comportava, tra le altre cose, la remissione del debito (l'allegoria del Padre Nostro "..rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori.." deriva da questa tradizione).
Questo è il sistema economico occidentale: un sistema che garantisce il libero mercato ma che deve essere costantemente controllato con regole e garanzie e gestito da gente senza conflitti di interessi che mettono in primo piano la tutela del sistema e gli interessi del popolo.

Per quanto riguarda il signoraggio, si tratta di una conseguenza prevista dal sistema di creazione monetaria in condizioni di monopolio, anche se è comunque legato al concetto originario dei signori del medioevo.
Nel 2005 la BCE ha emesso 45.216.783.810€. Il costo della carta e della stampa di una banconota varia dai 0,03 ai 0,20 €. Considerando (per assurdo) che la BCE abbia stampato questo denaro in sole banconote da 20€, tali banconote emesse sarebbero state 2.260.839.190 che moltiplicate per il costo di 0,20€ fa 452.761.838€!
Sottraendo queste spese, l'introito della BCE solo nel 2005 è stato 45.216.783.810 - 452.761.838 = 44.764.021.972!!

44 MILIARDI DI EURO DI SIGNORAGGIO


ripartiti, in base alle quote, tra le Banche Centrali di ogni stato che a sua volta ripartiscono il proprio utile in base alle quote dei suoi partecipanti (nel caso di Bankitalia, come detto in precedenza, il 40% ai detentori delle quote e il 60% all'erario).

Margrit Kennedy, in uno studio pubblicato per Herman Institute, afferma che ogni prezzo che noi paghiamo per usufruire di un bene o di un servizio, include un certo interesse per le Banche Centrali.
L'esatta proporzione varia a seconda del rapporto lavoro/capitale presente nel bene o nel servizio che acquistiamo: dal 12% per la raccolta dei rifiuti, al 30% dell'acqua potabile, al 77% per l'edilizia pubblica. In media paghiamo il 50% di interesse per i beni o i servizi di cui usufruiamo.
Nel Medioevo si pagava 1/10 degli introiti o dei beni prodotti al signore o alla Chiesa (la famosa "decima"), adesso paghiamo 5 volte in più!

Il neo presidente degli Stati Uniti Barak Obama ha una responsabilità enorme.
Quando si porrà il problema della distribuzione delle risorse energetiche, Obama sarà capace di dire agli americani che il loro tenore di vita dev'essere messo in discussione?? Sarà capace di non fare la guerra per appropriarsi delle risorse energetiche, esattamente come ha fatto Bush??
Noi auguriamoci di SI, ma le lobby americane (molte legate alla massoneria) faranno un'enorme pressione su Obama per continuare certe guerre strategiche e non farsi soffiare da un altro paese (la Cina su tutti) la leadership mondiale.

In conclusione, cito una celebre frase del 3° presidente degli Stati Uniti Thomas Jefferson:
"Se gli americani permetteranno alle banche di controllare l'emissione della moneta da essi usata, sia con l'inflazione che con la deflazione, le banche e le corporations che prosperano intorno ad esse esproprieranno la gente a tal punto che i nostri figli si sveglieranno un giorno nullatenenti sul continente occupato dai nostri padri.
Il potere di emettere moneta dovrebbe essere tolto alle banche e restituito alla gente a cui appartiene.
Sinceramente credo che le istituzioni bancarie che hanno il potere sulla moneta siano più pericolose per la libertà degli eserciti permanenti."


(Thomas Jefferson, 1743-1826)

Da cittadini possiamo fare in modo da non permettere ciò solo mandando al potere una classe politica capace di rappresentarci degnamente!

10 febbraio 2009

I MIGLIORI POST DEL 2008